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Nasce
nel 1981, tocca i 1.800 pazienti nel 1997, oggi è a quota
diecimila e la crescita prosegue in quantità e qualità. È
contenuta in questi pochi dati la sintesi di un successo che
ha portato il Centro Parkinson degli Istituti Clinici di
Perfezionamento di Milano al primo posto nella graduatoria
mondiale dei centri specializzati nell’assistenza ai
pazienti affetti da questa grave malattia neurologica,
seconda per incidenza solo alla demenza di Alzheimer.
Il
Centro è leader mondiale non solo nella clinica
tradizionale, ma anche nelle sue espressioni più
innovative. «Tramite il sito ospedalevirtuale.it, i
pazienti parkinsoniani ovunque residenti in Italia possono
chiedere una seconda opinione» spiega il neurologo Angelo
Antonini, responsabile della ricerca scientifica «oppure
contattare il proprio neurologo di riferimento per valutare
con lui l’andamento della terapia prescritta nel corso
della visita precedente. Questo servizio, che si affianca
alla nostra consueta reperibilità telefonica, ha il
vantaggio di essere disponibile 24 ore su 24 per 365 giorni
l’anno». Il contatto si realizza via e-mail oppure, in
modalità tecnologicamente più evoluta, in chat
o ancora – per chi ne ha la possibilità – in net
meeting, mediante una webcam. In alcuni casi, soprattutto per chi risiede più lontano, sono
state stipulate convenzioni con una rete di ospedali che
consentono ai medici del Centro di seguire i pazienti anche
tramite “teleconsulto”.
L’impegno
del Centro si estende anche alla didattica. Prosegue infatti
Antonini: «Ogni anno, dal 1990, svolgiamo corsi di
aggiornamento – oggi accreditati ECM – che consentono a
piccoli gruppi di neurologi e geriatri provenienti da tutta
Italia di vedere direttamente come lavoriamo e come
visitiamo i pazienti, oltre che di osservare da vicino
patologie rare che ben difficilmente potrebbero vedere nei
loro ambulatori, cui afferiscono numeri limitati di
pazienti. Una volta concluso il corso, inviamo loro, per
competenza territoriale, i pazienti che desiderano avere un
punto di riferimento locale. Così, si è andata formando
sul territorio una rete capillare di specialisti che
gestisce i propri pazienti secondo i criteri adottati dal
Centro. Il nostro impegno è sicuramente ripagato anche dal
fatto che spesso questi colleghi – e ormai ne abbiamo
formati quasi 500 – continuano a considerarci il loro
punto di riferimento: noi inviamo loro i nostri pazienti che
hanno necessità di essere seguiti localmente, loro ci
indirizzano i casi più complessi, per i quali desiderano
una seconda opinione».
(4/6/2004)
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