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CALO DELLA LIBIDO PRIMO SINTOMO SENTINELLA DELL’IPOGONADISMO

 

L’ipogonadismo, o carenza di testosterone, colpisce in media il 6% degli uomini adulti. La vaghezza di alcuni sintomi, come l’astenia e la depressione, rende spesso difficile la diagnosi. Le ultime ricerche si sono concentrate dunque su quelli sessuali e, in particolare, sul calo del desiderio, che è risultato il sintomo sentinella più importante. Secondo uno studio dell’Unità di Andrologia di Firenze su 1300 adulti, un paziente su tre (30% dei casi), che si rivolge al medico per problemi di disfunzione sessuale risulta affetto da ipogonadismo.

 

“Dal nostro studio - spiega il professor Mario Maggi, Ordinario di Endocrinologia dell’Università di Firenze – la frequenza di ipogonadismo tra i pazienti con disturbi sessuali risulta 5 volte maggiore rispetto alla popolazione adulta generale. Il dato è particolarmente importante per la diagnosi. Spesso, infatti, i pazienti non riconoscono gli altri sintomi e si rivolgono al medico solo in presenza di problemi nella vita sessuale”. Ma quali possono dipendere dall’ipogonadismo? “La ridotta presenza di desiderio e la conseguente riduzione dell’attività sessuale continua Maggi –. L’azione del testosterone riguarda infatti la libido, poiché questo ormone ha la funzione di correlare il desiderio con l’atto vero e proprio, innescando l’inizio e la fine dell’erezione.”

 

Un’ulteriore conferma arriva dai dati relativi a circa 20.000 uomini, visitati nella Settimana della Prevenzione Andrologica dal 2001 al 2003, patrocinata dalla SIA, Società Italiana di Andrologia. "Mediamente oltre il 20% dei pazienti osservati lamenta un calo della libido: in questi casi è probabile che vi sia una diminuzione del testosterone. – spiega il professor Vincenzo Gentile, presidente SIA – Una valutazione dei livelli di testosterone circolante dovrebbe dunque considerarsi un test di routine."

 

L’ipogonadismo è anche strettamente correlato all’avanzare dell’età, che comporta un calo fisiologico dell’1-2% della produzione di testosterone ogni anno. “Quando questo calo è importante può dare origine ai sintomi dell’ipogonadismo: in questo caso si parla di PADAM, Partial Androgen Deficiency of Aging Male – commenta il professor Giorgio Valenti, Ordinario di Geriatria dell’Università di Parma e presidente di ISSAM Italia (Sezione italiana di ISSAM, la Società internazionale che studia l’invecchiamento maschile) - Dopo i 50 anni i sintomi vanno ricercati oltre che nella sfera sessuale anche in quella psichica (calo di concentrazione e di memorizzazione e alterazioni del tono dell'umore) e in quella somatica (astenia, turbe del ritmo del sonno). In base alla gravità dei sintomi e dei livelli ematici di testosterone i pazienti con PADAM possono essere selezionati per il trattamento.”

 

L’ipogonadismo, se non trattato, può dare origine a complicanze importanti: astenia, depressione e problemi cognitivi, osteoporosi, anemia, aumento della massa grassa e diminuzione di quella muscolare.

La corretta diagnosi risulta molto importante per una cura tempestiva, possibile oggi grazie a terapie sempre più tollerate e efficaci. Recentemente anche in Italia è stato introdotto il testosterone in gel, la formulazione di più facile applicazione e che permette di ripristinare i livelli fisiologici del testosterone.

 

“Dagli studi la formulazione in gel risulta essere quella più adeguata al trattamento. L’ormone contenuto nel gel, infatti, viene assorbito nella cute e rilasciato lentamente in modo da determinare livelli costanti  di ormone nel sangue nelle 24 ore.” – commenta il professor Vincenzo Mirone,  Ordinario di Urologia, Direttore Scuola di Specializzazione in Urologia, Università Federico II di Napoli e presidente ESAU, European Society of Andrological Urology -. Diversi studi hanno evidenziato l’efficacia di questa terapia. Contrariamente alle iniezioni e ai cerotti, il gel ha permesso di raggiungere livelli ottimali di testosterone già alla prima applicazione e di mantenerli anche nelle terapie a lungo termine. I pazienti hanno mostrato un miglioramento della funzione sessuale intesa come aumento della libido e della performance sessuale e un miglioramento dell’umore e stato di benessere. A lungo termine la terapia può inoltre migliorare la distribuzione della massa grassa e magra corporea e la densità minerale ossea. Rispetto alle vecchie cure, il gel evita inoltre gli effetti collaterali delle applicazioni, come il dolore delle iniezioni, le irritazioni cutanee dei cerotti e soprattutto le oscillazioni dei livelli di testosterone nel sangue.

 

Il testosterone è il più attivo e importante ormone maschile e permette il normale sviluppo dell’apparato genitale e, in generale, del fisico dell’uomo. È prodotto dalle cellule di Leydig del testicolo in quantità media di 5-7 milligrammi al giorno. Il livello circolante di testosterone normale nel maschio adulto è di circa 12 – 40 nmoli/l.

 

Sono ipogonadici i pazienti con livelli di testosterone inferiori a 7 nmoli/l e dunque da trattare. Nel caso i pazienti abbiano livelli inferiori a 12 nmoli/l, si parla si ipogonadismo lieve, e la presenza di sintomi può far decidere per il trattamento.

  

  

 

  (26/1/2005)

 

 

 

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