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Guida per il riconoscimento
dei farmaci contraffatti
1)
Che cos'è un farmaco contraffatto

L’OMS
definisce come contraffatto quel farmaco la cui
etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente
preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o
l’origine del prodotto.
Il
fenomeno della produzione e vendita di farmaci contraffatti,
sviluppatosi nell’ultimo decennio con andamento
esponenziale, ha ormai raggiunto proporzioni tali da
rappresentare un grave problema di salute pubblica oltre che
un ingente danno economico.
Nei
Paesi in via di sviluppo la contraffazione ha una diffusione
estremamente elevata, principalmente a causa delle
insufficienti risorse umane e finanziarie e di una
legislazione debole relativa alla produzione, distribuzione
e importazione dei medicinali. Il fenomeno riguarda
soprattutto farmaci salva-vita quali gli antibiotici, gli
antimalarici, gli antitubercolari e gli antiretrovirali per
la terapia dell’AIDS.
Nei
Paesi industrializzati la contraffazione farmaceutica
presenta caratteristiche ed entità molto differenti rispetto
a quelle dei Paesi in via di sviluppo. Il fenomeno, infatti,
riguarda soprattutto i farmaci nuovi e costosi, i cosiddetti
"life-style products" (anabolizzanti, ormoni della crescita,
alcuni glucocorticoidi, prodotti contro l’impotenza e alcuni
psicotropici). Questi prodotti contraffatti sono spesso
commercializzati illegalmente nei cosiddetti "afro-shops",
nelle palestre e attraverso il mercato in internet.
Ci sono
molte tipologie diverse di farmaci contraffatti.
Alcuni
sono copie pressoché indistinguibili di prodotti con marchi
originali.
Alcuni
hanno l’aspetto di medicinali veri, mentre altri vantano
proprietà farmacologiche tipiche di prodotti farmaceutici
noti, ma utilizzano marchi di fantasia.
Per
tutte queste diverse tipologie di prodotto, non sono
garantite la vera composizione e gli effetti terapeutici
dichiarati.
Arrivando da canali non controllati, sono da considerarsi
pericolosi in quanto la loro produzione e la loro
distribuzione non sono effettuate secondo procedure
approvate e convalidate.
Inoltre,
non sono sottoposti ad alcun controllo da parte delle
autorità competenti.
Volendo schematizzare, si possono distinguere
almeno quattro categorie differenti di "falso", con
crescente pericolosità potenziale:
- prodotti che contengono gli stessi principi
attivi (ottenuti legalmente o illegalmente) e gli stessi
eccipienti, nella giusta quantità;
- prodotti che contengono le giuste
componenti, ma non nelle quantità esatte, e/o le cui
formulazioni farmaceutiche non rispettano i requisiti
richiesti in relazione, per esempio, all’origine delle
materie prime, o alla scadenza e alla biodisponibilità del
prodotto finito;
- prodotti che esteriormente appaiono simili
a quelli autentici, ma che contengono principi non attivi o
contengono altre sostanze in sé non nocive;
- prodotti che esteriormente appaiono simili
a quelli autentici, ma che non possiedono gli stessi
principi attivi e contengono addirittura sostanze nocive.
È evidente come le diverse tipologie di
contraffazione abbiano un impatto differente sulla salute
pubblica: ma sia il farmaco senza attività, che quello
prodotto senza controlli e con materiali di qualità bassa, o
addirittura con ingredienti tossici, causa comunque un danno
al paziente, quanto meno per l’assenza di efficacia
terapeutica.
2) Un
farmaco contraffatto costituisce sempre un grave rischio per
la salute
Pericolosità dei farmaci contraffatti
I
farmaci contraffatti non sono mai equivalenti in qualità,
sicurezza ed efficacia ai corrispondenti farmaci originali.
Anche
quando sono di qualità adeguata e contengono la corretta
quantità di principio attivo, la loro produzione non avviene
secondo le cosiddette Norme di Buona Fabbricazione (NBF; in
inglese GMP, Good Manufacturing Practices) imposte al
prodotto autentico dall’industria farmaceutica.
La
potenziale pericolosità di un farmaco contraffatto può
riguardare tutti i suoi componenti: il principio attivo, gli
eccipienti e il confezionamento. Non vanno inoltre
sottovalutati i rischi che possono derivare da una non
idonea conservazione del farmaco nel periodo che intercorre
dalla sua produzione all’immissione sul mercato.
Pericolosità legata al principio attivo
Principi attivi assenti o sottodosati. Un farmaco che
non contenga il principio attivo o che lo contenga in
quantità inferiore al dichiarato è causa di mancata o
ridotta efficacia terapeutica. Le conseguenze possono essere
più o meno gravi, secondo il tipo di farmaco. Principi
attivi di scarsa qualità. I farmaci contraffatti spesso
contengono principi attivi di basso costo, la cui qualità
non soddisfa gli standard minimi di sicurezza.
Principi attivi diversi da quelli dichiarati. Oltre a
determinare il fallimento della terapia per la quale il
farmaco viene prescritto, la presenza di un principio attivo
diverso da quello dichiarato può determinare fenomeni
tossici.
Pericolosità legata agli eccipienti. Per motivi
prettamente economici, nella preparazione di farmaci
contraffatti vengono spesso utilizzati eccipienti di scarsa
qualità o eccipienti diversi da quelli originali, con un
potenziale impatto sulla salute che dipende dalla natura
dell’eccipiente.
Pericolosità legata al confezionamento. Il
confezionamento primario di un farmaco, cioè il suo
contenitore, è molto importante ai fini della qualità,
efficacia e sicurezza d’uso del farmaco stesso. La
pericolosità derivante dall’uso di un contenitore non idoneo
è legata sia ai materiali di cui esso è costituito che ad
eventuali difetti di chiusura e di fabbricazione.
Pericolosità legata alla conservazione. Tale tipo di
pericolosità è principalmente legato ai fenomeni di
degradazione che possono verificarsi nel periodo che
intercorre tra la produzione del farmaco e la sua immissione
sul mercato attraverso i diversi canali di distribuzione. I
farmaci contraffatti vengono spesso conservati e trasportati
senza rispettare le indicazioni riportate sull’etichetta del
farmaco originale. Il pericolo che può derivare da una
cattiva conservazione dipende dal tipo di farmaco ed è tanto
maggiore quanto più il farmaco è sensibile alle condizioni
ambientali (luce, temperatura e umidità).
Un altro
pericolo derivante dalla commercializzazione di farmaci
contraffatti risiede nella possibilità che a farmaci
scaduti vengano apposte nuove etichette con nuove date di
scadenza. Al consumatore potrà giungere quindi un
farmaco apparentemente idoneo che invece, avendo superato il
suo periodo di validità, non risponde più agli
indispensabili requisiti di qualità, sicurezza ed efficacia.
3)
Farmacie on line: nuovi mercati, nuovi pericoli
Internet
ha cambiato radicalmente l’approccio all’acquisto dei
consumatori: l’e-commerce ha inizialmente preso piede con
beni facili da vendere, come libri e CD, per poi espandersi
virtualmente ad altre tipologie di prodotti a seguito della
crescita della rete e della tecnologia.
Negli
ultimi anni la disponibilità di connessioni rapide ha reso
più semplice l’accesso ai "negozi on line" ed oggi è
possibile per i potenziali clienti operare un rapido
confronto dei prezzi e cambiare fornitore altrettanto
rapidamente.
Tale
approccio, oggi diffuso per qualsiasi categoria
merceologica, diviene più pericoloso laddove adottato per
l’acquisto dei medicinali.
Le
informazioni oggi disponibili sui volumi di vendita delle
farmacie on line non sono sempre attendibili; da recenti
ricerche condotte da Ranking.com ed Alexa emergerebbe il
quadro di un mercato dei farmaci on line ancora poco esteso,
il che lascerebbe d’altro canto spazio ai piccoli
truffatori, veri e propri broker di prodotti medicinali
rubati o scaduti, provenienti dall’Asia.
In tale
sede lo scopo principale consiste nell’illustrare alcuni dei
principali rischi degli acquisti di farmaci on line.
É
evidente che, trattandosi di un fenomeno in costante
evoluzione, la panoramica non ha la pretesa di essere
esaustiva rispetto alle molteplici sfaccettature del
fenomeno stesso.
La
normativa sulle farmacie on line
Allo
stato attuale la normativa sul commercio dei farmaci on line
è ancora poco sviluppata nella gran parte dei paesi europei.
Le
autorità incontrano infatti difficoltà nel regolamentare
tale tipo di mercato poiché, non essendo localizzato in una
singola nazione, qualsiasi limitazione alle farmacie on line
nazionali potrebbe essere considerata un ostacolo alla
libera circolazione delle merci.
Un passo
importante è stato di recente rappresentato dalla sentenza
emanata dalla Corte Europea di Giustizia nel ben noto "caso
DocMorris".
La
sentenza, focalizzata sulla necessità di garantire la
sicurezza dei medicinali, stabilisce infatti una serie di
standard da rispettare per chi voglia gestire una farmacie
virtuale:
-
Collegamento ad una farmacia reale autorizzata
- Un
programma di assicurazione di qualità che garantisca
appropriatezza del confezionamento, del trasporto e della
consegna, consegna diretta alla persona che ha fatto
l’ordine o ad un suo delegato
-
Fornitura di medicinali registrati ed autorizzati
-
Sistema di segnalazione dei rischi
-
Sistema di tracciatura delle spedizioni
Da una
recente ricerca condotta dal Ministero della Salute tedesco
è emerso che nel 2007 solo Olanda e Regno Unito avevano
disposto degli standard di sicurezza per il commercio on
line comparabili a quelli stabiliti in Germania.
Nel 2007
il Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa ha adottato
la risoluzione "ResAP (2007)2" contenente "Buone pratiche di
distribuzione postale dei medicinali", che ha rappresentato
uno step importante in materia di sicurezza dei pazienti,
individuando una serie di standard relativi a:
- La
responsabilità ed i mezzi per la consegna
-
L’appropriatezza delle indicazioni e delle informazioni ai
pazienti
-
L’obbligo di notifica degli effetti collaterali, delle
interazioni, di allerta, richiami e difetti di qualità
distribuiti per via postale
-
L’esclusione dal commercio dei medicinali non adatti alla
distribuzione via posta
- La
promozione e la pubblicità di servizi di distribuzione
- La
gestione delle prescrizioni mediche per la distribuzione
riguardante medicinali soggetti a prescrizione obbligatoria
- La
facilitazione della cooperazione a livello internazionale
Risulta
evidente che la risoluzione è strettamente collegata alla
sentenza DocMorris e, in particolare, sottolinea come solo i
farmaci autorizzati nella nazione di appartenenza del
paziente possono essere inviati dalla farmacia postale.
Il
limite risiede nel fatto che i principi sanciti possono
essere applicati solo a farmacie localizzate nel proprio
paese, laddove, nella realtà, la maggior parte dei siti
internet operano invece da server localizzati in Asia o in
USA.
4) I
pazienti europei e le farmacie on line
La
carenza dal punto di vista normativo, la facilità di accesso
ai "negozi on line", il cambio vantaggioso euro/dollaro e lo
sviluppo di sistemi sicuri per le transazioni con carta di
credito sono i principali fattori che spingerebbero i
pazienti europei a servirsi delle farmacie on line.
Secondo
Pharmachecker, sito certificatore statunitense, le
principali motivazioni che porterebbero i consumatori a
rivolgersi alle farmacie virtuali sono di natura economica
(prezzi bassi, sconti per grossi quantitativi, possibilità
di accesso a farmaci generici che nel proprio paese sono
solo farmaci di marca), di carattere psicologico
(possibilità di superare l’imbarazzo legato all’acquisto di
certe tipologie di farmaci come ad esempio quelli per le
disfunzioni erettili) nonché la possibilità di avere accesso
a farmaci "innovativi" non ancora autorizzati nella propria
nazione.
Pharmachecker elenca inoltre una serie di rischi legati a
tali acquisti e vale a dire economici (tasse nascoste e
costi di spedizione) e ancor di più sanitari (scarsa
qualità, elevata probabilità di assumere un contraffatto,
mancanza di controlli sulla prescrizione).
La
stessa Agenzia regolatoria statunitense, l’ FDA, ha ribadito
in un proprio documento i rischi per la salute pubblica
legati a tali acquisti. Negli USA i generici non
autorizzati, prodotti altrove, non sottoposti ai dovuti
controlli, sono considerati alla stregua dei contraffatti
poiché, dal punto di vista regolatorio, entrambe le
categorie rappresentano un serio rischio per la salute dei
pazienti.
In
generale i generici non autorizzati, distribuiti attraverso
internet, contengono ingredienti attivi diversi rispetto ai
farmaci registrati, con un elevata probabilità che
contengano impurezze non considerate, derivanti dalla via
sintetica utilizzata o al basso livello di qualità della
produzione.
5)
Le false farmacie on line
Generalmente le false farmacie on line rappresentano una
"copia grossolana" delle farmacie reali poiché sono
ideate per utenti poco esperti, come avviene del resto nel
caso del phishing o di altre truffe on line.
L’enorme
quantità di spam inviati per pubblicizzare questi siti
garantisce d’altro canto un buon tasso di ritorno e dunque
utili interessanti per le organizzazioni criminali.
Un
esempio è dato da "Alex Polyakov" che promuove attraverso lo
spam molti siti come Canadian Health&Care, VIP Pharmacy, per
mezzo dei quali entra in possesso dei dati relativi alle
carte di credito degli acquirenti.
Attualmente considerato al primo posto nella diffusione di
spam (gli viene infatti attribuita una percentuale pari al
12 % del totale dello spam diffuso in rete), è ben noto per
tutta una serie di attività criminali quali spamming, truffe
informatiche, riciclaggio di denaro, controllo di reti
informatiche attraverso virus (botnet), furto di identità
informatiche, di server, di siti e sfruttamento di domini
Internet.
Pharmacy
Express, uno dei siti dell’organizzazione Polyakov,
probabilmente collegata all’organizzazione criminale "Yambo
Financials", utilizza invece una presunta farmacia che
pubblicizza medicinali a prezzi scontati. Ogni informazione
riportata è falsa ed il fine ultimo consiste esclusivamente
nel "rubare" carte di credito ed identità digitali.
6)
Vendita on line di "generici economici" ed "integratori"
In rete
è possibile trovare numerosi siti dediti alla vendita di
medicinali non autorizzati definibili "copie generiche".
Secondo
la ricerca effettuata da WHO ed AIFA queste farmacie on line
opererebbero per lo più da server americani offrendo un
servizio di intermediazione attraverso la raccolta di ordini
per mezzo di un sito localizzato nella propria
nazione(generalmente USA) che vengono poi "girati" ai
fornitori, in India e in Cina, che provvedono direttamente
alle spedizioni.
Laddove
la normativa non consente la promozione/vendita di certe
tipologie di farmaci (in particolare se soggetti a
prescrizione medica), i rivenditori definiscono i prodotti
"integratori".
L’Agenzia regolatoria statunitense ha avviato iniziative di
contrasto a partire dal 2003 sequestrando medicinali non
autorizzati per un valore di milioni di dollari. Le farmacie
on line rappresentano sicuramente una "fonte" significativa
di farmaci contraffatti: la dubbia qualità dei prodotti ha
trovato conferma nelle investigazioni avviate da molti paesi
quali l’Italia, il Portogallo, la Svizzera e il Regno Unito.
L’FDA, a
seguito di un’ indagine sul campo ha realizzato una "guida",
contenente informazioni riguardo ai rischi legati
all’acquisto di medicinali attraverso canali non controllati
(http://www.fda.gov/buyonlineguide/). I principali problemi
sono schematizzabili come qui di seguito:
Molti
dei farmaci acquistati su internet:
- sono
falsi (copie o contraffatti)
- hanno
un dosaggio troppo basso o viceversa troppo elevato
- contengono ingredienti pericolosi
- sono
scaduti
- non
sono stati approvato dall’FDA (e dunque qualità ed efficacia
non sono state valutate)
- non
sono prodotti seguendo gli standard di sicurezza
- non
possono essere utilizzati in concomitanza ad altri
medicinali
- non
sono etichettate, conservate e trasportate secondo gli
standard stabili
Poiché
la normativa USA, come del resto quella Italiana, non
consente l’acquisto di determinate tipologie di farmaci in
assenza di prescrizione medica, nella guida si invitano i
pazienti a:
-
sottoporsi a visita medica prima di assumere un farmaco per
la prima volta
-
utilizzare solo medicine prescritte dal medico curante
abilitato
-
accertarsi vi siano adempimenti per la prescrizione
Le
ricerche ad oggi condotte da diverse agenzie regolatorie (FDA,
Swissmedic, Infarmed) e da altre autorità specializzate
nella lotta alla contraffazione, come Impact Italia, hanno
riscontrato un’elevata preponderanza di farmaci contraffatti
o prodotti al di sotto degli standard stabili nel giro
d’affari delle farmacie on line.
La
guida sopra citata riporta alcuni esempi:
Caso A:
XENICAL, medicinale contenete il principio attivo orlistat,
prescritto per la perdita di peso. L’FDA, dopo aver
analizzato i campioni acquistati da due diversi siti
internet ha riscontrato la totale assenza del principio
attivo orlistat rilevando invece la presenza, in uno dei
campioni analizzati di sibutramina.
Caso B:
Ambien, Xanax, Lekapro, Ativan. Nel caso di questi farmaci i
consumatori hanno ricevuto prodotti a base do alepridolo,
potente medicinale antipsicotico che ha avuto sui pazienti
diversi effetti collaterali quali difficoltà respiratoria,
spasmi, irrigidimenti muscolari
Lo
studio avviato da IMPACT Italia ha invece evidenziato che:
solo
uno dei trenta siti analizzati ha effettivamente inviato il
farmaco originale ordinato mentre tutti gli altri hanno
recapitato farmaci contraffatti o "copie non autorizzate"
contenenti ingredienti diversi da quelli previsti, impurezze
e qualità sospetta. Nel 40% dei casi analizzati e farmacie
on line sono risultate essere farmacie false, dedite ad
attività quali phising e furti di identità digitale
Farmacie on line e accreditamento
Solo gli
USA ed pochi altri paesi hanno fino ad oggi autorizzato la
vendita di medicinali per posta. Alcune organizzazioni, sia
pubbliche che private, hanno affrontato il problema
dell’accreditamento delle farmacie regolari, sia che esse
siano collegate a delle farmacie reali sul territorio sia
che siano attive solo in rete ma autorizzate a seguito di
ispezioni ed altre operazioni di convalida.
Negli
Stati Uniti è stato sviluppato un sistema di
accreditamento per entrambe le tipologie:
le
farmacie non collegata a una farmacia sul territorio possono
essere accreditate collaborando a un programma di convalida
e valutate attraverso ispezioni, acquisti prova ecc..
Una
volta ottenuto l’accreditamento l’elenco delle farmacie
viene pubblicato sul sito dell’ente certificatore e vengono
autorizzate ad inserire un sigillo di approvazione ufficiale
sul proprio sito. Purtroppo gli esempi di sigilli falsi,
riportati in questa sezione, dimostrano quanto il sistema
stia diventando "familiare".
Il
sistema di accreditamento dell’associazione britannica RPSGP,
pur rifacendosi a quello statunitense, si limita solo a
considerare il legame tra farmacia on line e farmacia reale
sul territorio ed il logo di approvazione rilasciato
identifica solo tale genere di collegamento.
Il logo
utilizzato consente inoltre di verificare i dettagli
relativi alla registrazione della farmacia e del farmacista
attraverso il collegamento al sito della RPSGP
È
evidente, in considerazione della diversità normative
vigenti nei vari stati e la localizzazione dei siti spesso
al di fuori delle aree di competenza, la difficoltà
incontrata nell’affrontare le questioni legate alla qualità
delle risorse disponibili in rete.
In tal
senso potrebbe essere utile uno schema di accreditamento
sviluppato a livello di microregione che coinvolga le varie
agenzie in un programma di ispezione e convalida delle
farmacie localizzate in ogni stato: istituzioni come il
consiglio d’Europa potrebbero sviluppare una procedura di
accreditamento pubblicando su un sito ad hoc l’elenco dei
siti.
Un
marchio di tale genere, promosso in modo adeguato, potrebbe
essere utile ad indirizzare i potenziali clienti in modo
adeguato. Allo stato attuale è attivo nell’ambito dell’EDQM
un comitato che sta valutando il progetto "marchio di
qualità"
[tratto
da Counterfeit medicines - Facts and case studies, D.Di
Giorgio, EDQM, 2009]
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