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La
radioscopia è un'indagine radiografica che permette di
vedere gli organi interni in movimento o di seguire gli
spostamenti di uno strumento introdotto nel corpo
su uno schermo fluorescente.
Come
funziona
Sullo
schermo fluorescente i
tessuti risultano colorati in modo inverso rispetto ad una radiografia
tradizionale, per cui l'immagine
radioscopica è più scura in corrispondenza delle
parti scheletriche (più
opache ai raggi X) e più chiara in corrispondenza delle
zone di maggiore radiotrasparenza (aria nei polmoni e nel
colon) che hanno scarsamente attenuato il fascio fotonico
incidente.
Comunque è
un esame con un potere risolutivo nettamente inferiore
rispetto ad una lastra tradizionale. In radioscopia, l'immagine che si forma istantaneamente
sullo schermo fluorescente è di scarsa luminosità: è
necessario quindi eseguire l'indagine in ambiente oscurato e
dopo opportuno adattamento al buio dell'occhio
dell'osservatore (almeno 10 minuti), per consentire
l'attivazione dei bastoncelli retinici. La visione scopica
è pertanto una visione fisiologicamente poco nitida ed a
bassa risoluzione.
A
cosa serve
Essa
è utile per una valutazione della motilità di strutture
quali il cuore o il diaframma o per l'esecuzione di
radiogrammi nello studio dell'apparato digerente.
Viene utilizzata, inoltre, per controllare l’esecuzione di
manovre diagnostiche o terapeutiche invasive, come le
biopsie o l'introduzione di cateteri.
La
radioscopia, tradizionalmente intesa, consente in definitiva
il rilievo di immagini a scarso contenuto di informazione,
nonostante una notevole esposizione del paziente e
dell'operatore alle radiazioni ionizzanti. Per questo
motivo, oggi, la radioscopia risulta quasi completamente
abbandonata.
Attualmente
viene utilizzata la radioscopia con intensificazione
di brillanza, che viene impiegata generalmente durante
gli interventi chirurgici per la minore esposizione alle
radiazioni ionizzanti a cui sottopone paziente e medico,
permettendo inoltre di eseguire esami dinamici, estremamente
utili nel caso si voglia controllare il posizionamento di un
mezzo di sintesi o la riduzione di una frattura.
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