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PER I GIOVANI DISAGIATI,

ARRIVANO I "GRANDMENTORS"

 

 

Parte da Londra, in questi giorni, un progetto destinato a confermare, se mai ce ne fosse stato bisogno, la opportunità di ricorrere ai soggetti più in là con l’età per intervenire rispetto a condizioni disagevoli e problematiche.

In particolare, il progetto promosso   con l’appoggio del governo britannico ed il finanziamento della JECDA Foundation, impegna i più anziani rispetto ad  un ambito certamente inusuale e per molti versi curioso; nel senso che le giovani generazioni spesso ostili ed insofferenti verso i consigli e l’esperienza legata all’età, questa volta saranno assistite proprio da un gruppo di anziani selezionati e competenti.

Infatti, più di 50 cosiddetti “Grandmentors” saranno assegnati a ragazzi giovani, provvedendo a supportarli ed a guidarli.

L’obiettivo sarebbe quello di permettere ai ragazzi coinvolti, di età compresa tra i 14 ed i 19 anni, di migliorare le proprie prospettive di vita, attraverso percorsi di rieducazione o di avvicinamento al lavoro, ed al contempo, di allontanamento, da un contesto di microcriminalità e disagio.

L’idea è partita da Lord Freud, membro conservatore della Camera ed attualmente ministro  per la riforma del welfare, che ha avanzato tale ipotesi asserendo che ci sarebbe una “enorme ed inutilizzata risorsa che potrebbe essere al servizio delle vite dei più giovani” intervenendo a sostegno degli stessi “nel fronteggiare alcuni dei problemi più seri riscontrati a livello sociale”. Infatti, continua il giovane ministro “è molto più difficile crescere con così tante pressioni addosso” e rispetto a tale difficoltà “le persone più anziane potrebbero fornire un supporto sia pratico che emozionale”

Tale progetto inoltre, è stato sostenuto,  anche da Ian Duncan Smith, segretario dei Lavoratori e Pensionati Inglesi, che ha infatti confermato: “E’ chiaro che le persone più anziane hanno un ruolo importante nella costruzione di una società più avanzata, attraverso un rafforzamento dei legami comunitari ed avvicinamento di quelli intergenerazionali”.  Pertanto la speranza è che “il programma Grandmentors aiuti e favorisca la diffusione di valori chiave quali il rispetto, la responsabilità e una maggiore consapevolezza civica”.

Nel programma saranno coinvolti  60  ragazzi e ragazze i cui nomi  saranno proposti da alcune associazioni che si occupano di giovani disagiati mentre i risultati del progetto verranno valutati ed analizzati da un gruppo di ricercatori della Manchester Metropolitan University, coordinato dal professor Chris Fox.

Se il progetto pilota verrà considerato riuscito, sarà estesa ad altre città Britanniche e chissà, forse un giorno, sarà preso in considerazione anche dalle nostre istituzioni nazionali.

 

Salvatore Catorano

22/06/2010

 

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