Home > Terzaet@ News > Sanità, la stangata la dà la regione

 

SANITà, LA STANGATA LA Dà LA REGIONE

 

Misure decise in una riunione con Tremonti: gratis solo i farmaci meno cari, stop alle degenze inutili, incentivi ai medici che prescrivono meno farmaci, tagli ai pronto soccorso "doppione", addio maxi ricette. 

 

Rimborsabilità piena solo per i farmaci che, a parità di efficacia, abbiano il prezzo più basso. Potere di prescrizione solo ai medici di famiglia, ai quali specialisti e pediatri dovranno "girare" le richieste per i propri pazienti. Aste on-line per risparmiare su beni e servizi sanitari. Tagli ai Pronto Soccorso "doppione", concentrando le strutture d'emergenza solo negli ospedali più grandi. E ancora: distribuzione "diretta" da parte di Asl e ospedali dei medicinali più costosi, con sconto "minimo" obbligatorio per le aziende farmaceutiche del 50%; incentivi economici per i medici che prescrivono con un occhio attento anche al risparmio; limite di farmaci prescrivibili per ricetta ridotto da sei a due.

  
Al governo che si arrovella su come risanare i conti sanitari senza reintrodurre gli odiati ticket, le Regioni offrono sul piatto la "loro" manovra sanitaria. Benevola con gli assistiti, meno con gli operatori del settore, industriali del farmaco in testa. Proposte ancora in fase di definizione ma che alcune regioni, come Campania, Toscana, Umbria ed Emilia Romagna, in tutto o in parte stanno cominciando ad attuare attraverso delibere o accordi con le categorie interessate. Ma sulla stessa lunghezza d'onda sarebbero anche regioni targate "Polo", come Veneto, Piemonte, Lombardia e Puglia che, insieme a Emilia Romagna e Campania, in un incontro top-secret hanno esposto al Ministro dell'economia Tremonti le loro prime linee di intervento.

 
Idee che non hanno tuttavia impedito ai governatori di continuare a battere cassa con il governo nella Conferenza Stato-regioni di giovedì scorso (n.d.r. 19 c.m.), dove hanno ribadito la richiesta di un ripiano di 12mila miliardi per la copertura del disavanzo sanitario del biennio 2000-2001 (3.000 a parziale copertura del deficit di 7.000 miliardi stimato per il 2000, i restanti a ripiano dell'intero disavanzo 2001, interamente attribuito al governo centrale) e di rimpinguare fino alla cifra record di 150mila miliardi la dotazione del fondo sanitario nazionale 2002, giustificata da una previsione di crescita della spesa sanitaria che nel parere sul Dpef la regioni stimano essere del 2% superiore alla crescita del pil. Argomentazioni utili a giustificare un conto salatissimo, che Tremonti non appare però intenzionato a saldare mentre i tecnici del suo dicastero sono impegnati nel faticoso lavoro di spremitura di oltre 12mila miliardi di risparmi sulla spesa corrente.

 
Tutt'altra sensibilità le regioni hanno riscontrato rispetto alle proposte anti-deficit, che da un lato muovono nella direzione gradita di una devolution sanitaria a forte tasso di responsabilizzazione finanziaria e, dall'altro, sembrano togliere le castagne dal fuoco al governo, che giudica comunque impopolare un ritorno dei ticket.

 
Si tratta ancora di proposte in fase di messa a punto ma una buona traccia c'è già ed è quella stesa dalla Campania con una delibera approvata proprio oggi (20 luglio n.d.r.) dalla Giunta regionale. Una delibera dal significato non solo locale perché su più di un punto nei giorni scorsi si è rilevata una convergenza con i progetti delle regioni governate dalla Casa delle libertà. I quali, in aggiunta, pensano anche al "bonus salute": fino ad ora un oggetto del desiderio dai contorni indefiniti, che il ministro Sirchia ha promesso di tracciare nella prossima audizione alla Camera prevista per giovedì 26 luglio.

 
In attesa che venga sciolto il rebus ecco, in sintesi, la ricetta campana che sembra mettere d'accordo, almeno a livello regionale, Ulivo e Cdl. E che, dopo gli incontri di questi ultimi giorni, il governo potrebbe decidere, per il capitolo medicinali, di rendere esecutiva ben prima della finanziaria, con un emendamento ad hoc al decreto-tampone sulla spesa farmaceutica, che il Parlamento deve convertire in legge entro fine agosto.

 
In farmacia gratis solo i farmaci meno cari - La formula è quella del cosiddetto "prezzo di rimborso" messo a punto dalla Finanziaria 2001. Con alcuni correttivi di non poca importanza. Il meccanismo è sempre lo stesso: tra farmaci identici ma con prezzi diversi lo Stato rimborsa integralmente solo quelli meno cari, mentre il cittadino che acquista prodotti con prezzo superiore alla soglia di rimborso paga la differenza. La novità sta però nel fatto che il medico non potrà più scrivere sulla ricetta il nome commerciale del farmaco ma dovrà limitarsi a indicare il principio attivo (ad esempio "nimesulide" anziché Aulin), specificando dosaggio, forma farmaceutica e quant'altro. Spetterà poi al farmacista dispensare il farmaco generico o, comunque, la specialità meno cara, "salvo esplicita indicazione di insostituibilità da parte del medico". La delibera campana prevede di applicare il meccanismo solo ai farmaci con brevetto scaduto, ossia i prodotti più "datati" ma sempre validi. Ma tra gli assessori regionali alla sanità circola anche l'idea di estendere il nuovo meccanismo a tutti i medicinali, applicando il "prezzo di rimborso" per categorie terapeuticamente omogenee" (il che significa fissare una soglia di rimborso per i cardiovascolari, una per gli antidepressivi e così via). Variante che, secondo alcune stime regionali, potrebbe comportare risparmi dell'ordine del 20% senza aggravio per i cittadini, sia per il previsto abbassamento dei prezzi da parte delle aziende (abbassamento già verificatosi in fase di prima applicazione su scala nazionale del meccanismo), sia perché l'assistito avrà sempre e comunque almeno un'alternativa gratuita a disposizione.

 
Stop alle degenze inutili - Le maggiori economie dovrebbero derivare da un accorpamento dei pronto soccorso, concentrando i servizi solo nelle strutture più grandi: previsto anche una abbattimento delle tariffe corrisposte agli ospedali per le prestazioni che richiedono ricoveri brevi. Una misura pensata per incentivare l'attività di day-surgery che consente di risparmiare evitando ai cittadini inutili soste in corsia.


Incentivi ai medici "economi" - L'idea, già attuata anche in Toscana e Umbria, è quella di incentivare i medici di famiglia che aderiscono a programmi di educazione sanitaria "finalizzati al corretto uso del farmaco e agli obiettivi di razionalizzazione concordati con l'azienda". Tradotto: meno prescrivi, più ti pago. Previste anche linee-guida che consentano ai medici di prescrivere i medicinali con il miglior rapporto costo/terapia.

 
Sconti forzosi sui farmaci più cari - Per i medicinali a più alto costo è prevista la distribuzione diretta da parte delle Asl, utilizzando le farmacie ospedaliere e, dove necessario ad evitare disagi ai cittadini, anche attraverso il normale canale di vendita delle farmacie private. In entrambi casi le Asl imporranno alle aziende produttrici lo sconto minimo del 50%, già previsto per i medicinali ad uso ospedaliero.

 
Maxi-ricette addio - Per i malati cronici le ricette non potranno prescrivere più di due confezioni contro le sei consentite fino ad oggi.

 
Snellimento delle liste d'attesa - Più sgradite dei ticket le liste d'attesa dovrebbero essere ridotte attuando un sistema di prenotazione che dia priorità alle prestazioni ritenute di maggiore urgenza e considerate più "appropriate" in base alla moderna letteratura scientifica.

  
L'e-commerce per risparmiare su beni e servizi - Un altro 12-15% di risparmio -sono le stime della regione Campania ritenute valide anche su scala nazionale- potrebbe essere risparmiato centralizzando gli acquisti per Asl e ospedali, "utilizzando anche i nuovi strumenti dell'e-commerce al fine di conseguire economie di scala".
 


Tratto da ilnuovo.it

 

DALL'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

La rivoluzione dei generici, i farmaci che costano meno

 

 

Farmaci: caos nei prezzi

 

 

Farmaci

 

 

Sanità: gratis esami di cuore e prevenzione tumori seno e colon

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati