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FUNGHI:
OGNI ANNO IN ITALIA 10 MILA AVVELENAMENTI
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L’avvelenamento da funghi è una patologia stagionale con
punta massima, ma non esclusiva, in autunno, periodo in cui
i funghi possono essere facilmente raccolti e consumati. In
genere l’intossicazione provoca disturbi gastroenterici,
ma alcuni funghi portano a patologie gravi e potenzialmente
letali. Si calcola, infatti, che in Italia ogni anno circa
10 mila persone mangiano funghi velenosi, con la conseguenza
di circa 200 decessi.
Le
forme mortali sono dovute quasi sempre ad Amanita
phalloides, Amanita Verna o Orellano, che
sono facilmente riconoscibili da un esperto.
Con
l'avvicinarsi della stagione fungina, l’Unione Nazionale
del Personale Ispettivo Sanitario d'Italia (Unpisi) invita i
raccoglitori a sottoporre tutti i funghi raccolti al
controllo gratuito degli ispettorati micologici delle ASL, i
quali rilasceranno un certificato che attesti la
commestibilità dei funghi e indichi le corrette norme di
consumo.
La
gravità dell’avvelenamento dipende dal grado di
maturazione del fungo e, soprattutto, dalla specie e dalla
quantità di funghi ingeriti.
L’intossicazione
da funghi dà luogo a sindromi comuni a funghi di famiglie
diverse:
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Sindrome
gastroenterica : la maggior
parte dei funghi velenosi (Russula emetica,
Clitocybe olearia e Entoloma lividum
) è responsabile di questa sindrome. I sintomi
iniziano generalmente dopo 1-3 ore dall’ingestione e
consistono in vomito, crampi addominali e diarrea.
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Sindrome
falloidea : inizia dopo 8-12
ore con crampi addominali, vomito e diarrea profusa. Non
vi è terapia efficace: nel giro di 24-48 ore si
verificano danni epatici gravi e talvolta letali. Nei
casi più gravi si valuta la possibilità del trapianto
di fegato. Tra i funghi che generano questa sindrome
ricordiamo l’Amanita tossica, Amanita verna,
Amanita falloide e Amanita
virosa.
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Sindrome
orellanica : la lunga latenza
dei sintomi, che possono manifestarsi fino a 15 giorni
dall’ingestione, rende difficile collegarli al consumo
di funghi (Cortinarius orellanus, Speciosissimus),
provocando così danni renali spesso irreversibili.
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Sindrome
micoatropinica: i sintomi, di tipo neurologico,
iniziano dopo alcune ore con agitazione, convulsioni,
midriasi, coma, talora disturbi enterici. Tra i funghi
responsabili di questa sindrome vi sono Amanita
muscaria e panterina.
-
Sindrome
muscarinica : è caratterizzata
da salivazione intensa, lacrimazione incessante,
accompagnate da nausea, vomito, dolori addominali
crampiformi, diarrea, difficoltà respiratorie fino a
una vera crisi asmatica, riduzione della frequenza
cardiaca, ipotensione (che nei casi più gravi può
portare fino allo shock), cefalea e diminuzione del
diametro pupillare (miosi). Tra i funghi responsabili
ricordiamo Clitocybe e Inocybe.
Cosa
fare se si manifestano sintomi da avvelenamento da funghi?
Di
fronte ad un individuo nel quale compaiono disturbi che
fanno sospettare un avvelenamento da funghi, si impone un
immediato ricovero in ospedale, informando i sanitari
sul tipo di fungo ingerito, e portando, se possibile,
residuo del cibo o del materiale gastrico in caso di vomito.
I provvedimenti da attuare come primo soccorso consistono
nella somministrazione di liquidi nel caso di diarrea
profusa. In ambiente ospedaliero, invece, oltre alla
somministrazione di farmaci (l’atropina è un vero
antitodo nella sindrome muscarinica e l’acido tioctico
sembra abbastanza utile nella forma da amatossina), si può
ricorrere all’impiego di emodialisi e plasmaferesi
(sostituzione del plasma) nei casi più gravi.
CONSIGLI
UTILI
Alcune
precauzioni sono indispensabili per ridurre il rischio di
intossicazione.
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È
sempre bene far controllare ad un esperto qualunque
fungo sulla cui identificazione non si è più che
sicuri.
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Se
si raccolgono funghi personalmente, è bene evitare di
raccoglierli nei centri abitati e ai bordi delle strade:
i funghi, tra cui molte specie commestibili diffuse,
quali Boletus (famiglia dei porcini), Agaricus
(prataioli) e Cantarellus (gallinacci),
accumulano metalli pesanti.
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Non
mettete quelli sospetti in buste di plastica insieme ai
funghi buoni: le spore dei funghi velenosi si depositano
su quelli mangerecci e ciò può essere sufficiente a
causare disturbi.
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Non
fidatevi di improbabili metodi casalinghi per accertare
la loro commestibilità, come la prova dell’aglio o
del cucchiaino.
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Cuoceteli
sempre molto bene: infatti, alcuni funghi sono tossici
se crudi, ma diventano commestibili se cotti, come il Boleto
dai pori rossi.
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Evitate
i funghi troppo maturi già in fase di decomposizione o
infestati da larve o insetti, poiché diventano
facilmente tossici.
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Se
si conservano sott’olio, è necessario metterli in
frigorifero, in quanto la bassa temperatura limita lo
sviluppo di tossine.
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Evitate
di farli mangiare ad animali domestici, in quanto, oltre
ad essere incivile è inutile, poiché ci sono tipi di
avvelenamenti da funghi i cui sintomi compaiono anche
dopo molti giorni.
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Mangiatene
moderatamente: i funghi non sono facilmente digeribili.
Marco
Fasolino
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