Home > Terzaet@ News > Secondo l'IRPPS, l'80% degli over-65 sono soddisfatti della loro vita

 

SECONDO L’IRPPS, L’80% DEGLI OVER-65 SONO SODDISFATTI DELLA LORO VITA

 

 

Per carità, non chiamiamoli "vecchi"! A dispetto di quest’appellativo, in cui 3 su 4 non si identificano, gli anziani italiani infatti si dichiarano nell’86% dei casi soddisfatti della propria esistenza e se devono dare un voto alla loro felicità, scelgono, da uno a dieci, un lusinghiero sette.

 

È quanto emerge dall’indagine sulla qualità della vita degli anziani, condotta dall’Irpps, l’istituto, legato al Cnr, di Ricerche sulla Popolazione e le Politiche Sociali e dallo Studio Ambrosetti su un campione di 700 cittadini, tutti oltre i 65 anni, fuori dal mondo del lavoro e residenti in sei città: Milano, Palermo, Roma, Mantova, Teramo e Lecce.

 

I risultati di questo sondaggio daranno lo spunto alle discussioni che animeranno il Forum “La Terza Economia. Idee e proposte per valorizzare una popolazione che invecchia” organizzato da Ambrosetti e da Fondazione Socialità e Ricerche oggi 24 e domani 25 novembre a Stresa nel Grand Hotel des Iles Borromees. Il titolo del convegno, “Terza Economia” fa riferimento al contempo alla terza età e alla risorsa, insieme economica e sociale, rappresentata da questa fascia di cittadini che oggi, per l’Istat, rappresenta il 20,5% della popolazione.

 

I dati dell’indagine sono lì a dimostrare che gli anziani non si sentono un peso per la società. Non a caso, anche se il 76% del campione non riprenderebbe a lavorare, c'è un 20% che invece vorrebbe tornare a svolgere un’attività e un 10% che già si dedica al volontariato. Il 32% degli anziani ha infatti accusato un peggioramento delle proprie condizioni di vita da quanto è in pensione, mentre altrettanti le considerano migliori rispetto a quando erano impiegati.

 

Le attività che in prevalenza occupano il tempo libero degli over 65 restano quelle domestiche (78%), tra cui spicca la cura dei nipotini, anche perchè due su tre vivono in un contesto di famiglia allargato. Ma quando si affacciano fuori di casa, la maggior parte degli anziani considera positivi sia i servizi sociali che la città offre loro sia il grado di sicurezza del proprio ambiente, al punto che solo un 20% li giudica negativamente.

 

Monitorare la percezione sulla qualità di vita della popolazione più avanti negli anni riveste un’importanza particolare considerando il fatto che, se l’Europa invecchia, l’Italia lo fa ancora più velocemente. Secondo i più recenti dati diffusi dalla Commissione Europea tra il 2005 e il 2050 la percentuale di cittadini europei oltre gli 80 anni passerà dal 4% all’11% e gli ultra 60enni rappresenteranno il 25% della popolazione. In Italia, nel 2050, ben il 27% di cittadini sarà di età compresa tra i 60 e i 79 anni e gli ultra 80enni raggiungeranno il 14% mentre i giovani al di sotto dei 20 anni rappresenteranno solo il 20% della popolazione italiana contro il 23% europeo.

 
Secondo l’Annuario statistico italiano dell’Istat, il processo di invecchiamento della popolazione è inesorabile: al 1° gennaio 2006 l’indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione ultra65enne e quella con meno di 15 anni) ha registrato un ulteriore incremento, raggiungendo il valore di 140,4 (nel 2005 era pari a 137,8), il più alto dell’Unione Europea. Ormai quasi un italiano su cinque è ultra 65enne e anche i “grandi vecchi” (dagli ottanta anni in su) sono in continuo aumento e rappresentano più del 5% del totale della popolazione. Secondo le previsioni dell’Istat, nel 2050 la popolazione di anziani “over 65enni” sarà di quasi 19milioni su una popolazione totale di 56milioni (oltre il 33%) contro gli attuali 12milioni su un totale di 58,7milioni (20,5%).

 
Comunque, tornando agli esiti del sondaggio realizzato, risulta ad esempio che nel nostro Paese l’80% degli over 65 dice di sentirsi bene o molto bene ed è in grado di provvedere autonomamente alle proprie necessità quotidiane. Per circa un terzo del campione (il 32%) la pensione ha comportato un miglioramento della vita, per la stessa percentuale c’è stato un peggioramento e per il 34% la situazione è rimasta pressoché immutata.

 
La maggior parte di queste persone vive in famiglia (il 66%) e la grandissima maggioranza (l’86%) è soddisfatta della situazione familiare. Di più: il 94% di coloro che vivono con i propri cari, anche in un contesto di famiglia allargata, si dichiara soddisfatto. L’86% del campione della terza età ha figli e per il 60% dei casi in cui sono anche nonni, sono loro a prendersi spesso cura dei nipoti.
Un altro dato che per alcuni può risultare “strano” riguarda la percezione della felicità personale, il voto medio è infatti un buon 7 in una scala da 0 a 10, ma con differenze tra i due sessi: gli uomini si dichiarano più felici delle donne (7,2 il voto medio, contro il 6,8). Anche il titolo di studio raggiunto nel corso della vita sembra impattare in modo positivo: 7,2 contro 6,6.

 
Le attività più frequentemente svolte dagli anziani sono quelle tra le mura domestiche (78%); a seguire quelle che li portano fuori casa per incontrare amici e parenti (59%), ancora meno praticate le attività che richiedono un maggiore dinamismo e consapevolezza delle opportunità possibili da parte del campione (27%). Fanalino di coda delle attività svolte è il volontariato (9%).

 
Rispetto alla sicurezza e alle condizioni ambientali, la gran parte degli intervistati è a conoscenza delle possibilità offerte dalle proprie città e ne dà un giudizio discreto anche se un 20% esprime un giudizio negativo.

 
Gli ultra 65enni sostengono (per il 70%) che vi sia differenza tra l’essere vecchi e l’essere anziani. Secondo il campione si è vecchi quando succedono una serie di avvenimenti che, in ordine di importanza, sono: la comparsa di problemi di salute, la perdita dell’autosufficienza, la perdita della gioia di vivere o di interesse o una questione di atteggiamento mentale. La maggior parte del campione (76%) sostiene però di non aver ancora vissuto tali avvenimenti per cui i nostri anziani non si sentono affatto “vecchi”.

 
In sostanza gli anziani sono soddisfatti della loro vita (86%) e tra questi, il 20% addirittura molto soddisfatto. Dal punto di vista economico invece il 68% si sente tranquillo, mentre il 32% non lo è; capita quindi più spesso che gli over 65 siano soddisfatti della propria vita piuttosto che tranquilli dal punto di vista economico (tenuto presente anche che l’80% degli intervistati ha come fonte di reddito la pensione).
 
 

 

(24/11/2006)


 

L'ARCHIVIO DI TERZAET@.COM


 

UN ITALIANO SU CINQUE È UN OVER 65

 

 

CENSIS: ANZIANI, BENE LE RELAZIONI, MALE LA POLITICA

 

 

ANZIANI: POCA VOGLIA DI NUOVE UNIONI, UNO SU TRE È SINGLE

 

 

IN ITALIA GLI ANZIANI NON SI SENTONO "VECCHI"!

 

 

ANZIANI: In pensione per godersi la vita

 

 

NONNI ITALIANI: IN SALUTE, FELICI, MA FRAGILI

 

 

I NONNI SALVANO IL BILANCIO FAMILIARE CON 7,5 MLD DI EURO E PIù DI 30 ORE DI LAVORO SETTIMANALE

 

 

ANCHE I NONNI POSSONO ESSERE BRAVI GENITORI...

 

 

 

| Home | Chat | Forum | Disclaimer | Staff e Collaboratori |

 

| Informazioni | Disfunzioni | Pubblicità | Redazione |

 

© terzaet@.com 2000. Tutti i diritti sono riservati