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SEMPRE
MENO SOLDI PER LE PENSIONI
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L'Ente
previdenziale è strangolato dalle spese assistenziali. Alla
base del deficit dell'Inps non c'è tanto la spesa per le
prestazioni pensionistiche, ma una serie di voci a carattere
assistenziale. Si tratta di prestazioni di diversa natura
per un importo stimato di oltre 7.000 miliardi a carico
dell'Istituto e prive in tutto o in parte del relativo
finanziamento. Tra le prestazioni incriminate rientrano i
trattamenti speciali di disoccupazione ai lavoratori
agricoli, le coperture assicurative dei periodi di servizio
militare e di aspettativa politica e sindacale, gli assegni
per congedo matrimoniale e le indennità per i riposi
giornalieri alle lavoratrici madri.
E
intanto per quattro pensionati su dieci, pari a oltre sei
milioni di persone, la pensione non raggiunge un milione di
lire al mese. è quanto
risulta dall'ultima rilevazione sul pianeta-previdenza
compiuta nell'inverno del 2000 da Istat e Inps sulla base
dei dati del Casellario centrale dei pensionati, aggiornati
al 1999.
La
concentrazione del numero dei pensionati si differenzia a
seconda delle aree geografiche: il 47,7% dei soggetti che
usufruiscono di trattamenti pensionistici risiede al Nord,
il 19,4% al Centro e il 29,5% al Sud. Al di là della
concentrazione geografica, il dato più significativo della
rilevazione è l'ulteriore avvicinamento tra il "popolo
dei pensionati" e quello dei lavoratori attivi:
in Italia alla fine del 1999 si contavano 77 pensionati ogni
100 occupati, con punte di 83 su 100 nel Mezzogiorno.
Secondo
il Casellario centrale, il 39,5% dei 16,4 milioni di
pensionati italiani deve contare su un trattamento medio
annuo inferiore agli otto milioni di lire, anche se
l'importo medio delle pensioni erogate è stato valutato in
1,7 milioni di lire al mese. Non tutti gli italiani, però,
ricevono pensioni di basso importo: quasi il 30% dei
pensionati percepisce più di due milioni e oltre il 4% è
sopra il limite dei quattro milioni al mese. A percepire la
parte più cospicua dei redditi pensionistici sono stati gli
uomini (173.000 miliardi); le donne, pur essendo risultate
in numero maggiore, hanno ricevuto assegni più bassi
(140.000 miliardi).
La
rilevazione ha evidenziato che la maggior parte dei
pensionati, pari al 46,2% del totale, è titolare di sole
pensioni di vecchiaia, mentre il 9,3% percepisce solo
trattamenti di invalidità, il 10,1% solo prestazioni ai
superstiti, il 2,9% è interessato da trattamenti
indennitari (rendite per infortunio sul lavoro o pensioni di
guerra) ed, infine, il 6,7% beneficia di trattamenti
assistenziali (pensioni o assegni sociali e pensioni di
invalidità civile).
Ogni
pensionato ha in media 1,34 assegni: il numero dei
trattamenti, infatti, ha superato 21,8 milioni ed è
superiore al totale dei pensionati. In particolare, il 71,8%
dei pensionati beneficia di un solo trattamento, il 22,9% ne
riceve due e il 5,3% è titolare di almeno tre pensioni.
In
relazione all'età del pensionamento, alla fine de 1999 il
63,7% dei pensionati aveva più di 65 anni, il 32,8%
rientrava in una fascia di età compresa tra i 40 e i 64
anni e il 3,5% aveva meno di 40 anni.
Nell'Italia
Settentrionale si registra un'alta concentrazione di
pensioni di vecchiaia (54,6%), mentre il Mezzogiorno fa
incetta di trattamenti assistenziali (49,6%) e pensioni di
invalidità (49,4%). Nel Centro-Italia è concentrato il
numero maggiore dei titolari di almeno tre pensioni (27,6%),
anche se le regioni centrali assorbono solo il 19,6% di
tutti i trattamenti erogati a livello nazionale. La
quota maggiore dei trattamenti pensionistici è erogata
dall'Inps con 16,8 milioni di assegni per oltre 13,7 milioni
di pensionati.
A.M. D'Aurelio
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