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ANZIANI PIÙ IN SALUTE AL NORD

 

È noto che gran parte della spesa sanitaria del nostro Paese è dedicata all'assistenza agli anziani, che numerosi nuovi modelli assistenziali sono stati recentemente introdotti e necessitano di valutazione e che l'assistenza all'anziano è un tipico tema sociosanitario, che comprende oltre ad una forte componente medica, una non meno importante componente sociale. Queste considerazioni ed il decentramento in atto della assistenza sociosanitaria attestano che è necessario disporre di strumenti informativi che permettano una sorveglianza specifica e tempestiva.  

 

Sul tema dell'anziano sono stati sviluppati negli ultimi anni importanti studi ed indagini nazionali ed internazionali orientati ad approfondire la conoscenza in due settori: la storia naturale della salute dell'anziano; l'identificazione dei bisogni assistenziali dell'anziano.  

 

Un convegno organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità (ISS) il 7 maggio scorso, Bisogni socio-sanitari degli anziani: evidenze che emergono dagli studi epidemiologici nelle Regioni italiane, ha messo a confronto i risultati di queste indagini e di verificare la loro compatibilità.  

 

Dallo studio che ha coinvolto 2500 anziani in 11 regioni d'Italia, è emerso che i nostri anziani godono di buona salute e sono bene assistiti soprattutto al Nord, dove esistono strutture più adeguate per la cura e la non autosufficienza. Lo studio dell'ISS, chiamato Argento, mette in evidenza le maggiori diversità fra 11 regioni in relazione allo stato di benessere degli over 65, prendendo in esame alcuni parametri dello stato di salute degli anziani come la qualità della vita, il numero di patologie contemporanee, i disturbi cognitivi, i problemi di vista e udito, cure dei denti. Lo studio ha fornito una mole di dati importante che non deve vedere competizioni tra i diversi modelli, bensì un'integrazione operativa che fornisca agli operatori sanitari efficaci strumenti per migliorare l'offerta assistenziale all'anziano. Ecco i maggiori risultati dell'indagine:  

 

STATO DI SALUTE:

La percentuale degli intervistati che riferisce di soffrire di una o due patologie varia dal 30% a Napoli al 51% in Emilia Romagna; varia dal 16% a Bolzano al 38% a Napoli per tre o più

malattie. La malattia riferita più frequentemente è l'artrosi e l'artrite, seguita dall'ipertensione, dalle malattie cardiovascolari, dalle malattie respiratorie, dall'osteoporosi, dal diabete, dall'ictus. Il 14% degli anziani in Emilia Romagna e il 30% a Napoli, riferisce di essere stato ricoverato nell'ultimo anno; il 19% dei ricoverati in Piemonte e il 46% in Basilicata riferisce di esserlo stato più di una volta.  

 

QUALITÀ DELLA VITA PERCEPITA:

Il 22% degli anziani campani e il 66% di Bolzano definisce il proprio stato di salute in modo positivo (da buono ad eccellente), dall'1,2% a Bolzano al 24% a Napoli lo giudica cattivo. La percezione negativa riferita al proprio stato di salute è maggiore negli uomini e cresce con l'età in entrambi i sessi. La presenza di più malattie concomitanti aumenta con l'età e peggiora gli indici della qualità di vita percepita. Il 32% a Bolzano e il 53% in Campania dichiara di avere limitazioni nello svolgimento delle proprie attività quotidiane a causa di un problema di salute: la prevalenza aumenta con l'età. I principali problemi limitanti sono l'artrite/artrosi, i problemi respiratori e la difficoltà a camminare. 

 

AUTOSUFFICIENZA:

L'11% degli anziani intervistati a Bolzano ed il 27% in Campania non è autosufficiente; l'11% a Bolzano e il 25% in Campania hanno disabilità moderata e lo 0% a Bolzano, in Emilia Romagna, Marche e Sicilia, l' 1,7% in Campania hanno disabilità grave. La mancanza di autosufficienza cresce con l'età ed è leggermente più elevata tra le donne. Quasi il cento per cento dei disabili riceve un aiuto nelle attività che non è in grado di svolgere da solo, prevalentemente in ambito familiare.  

 

DISTURBI COGNITIVI:

Dall'11% a Bolzano al 37% in Basilicata è risultato positivo ad un test di screening per disturbi cognitivi. La prevalenza aumenta col crescere dell'età; al crescere degli anni medi di istruzione diminuisce la percentuale di anziani con disturbi cognitivi.  

 

ISOLAMENTO SOCIALE:

È stato valutato integrato dal punto di vista dei rapporti sociali dal 28% in Basilicata al 50% in Veneto; dall'1,0% a Bolzano al 10% in Basilicata è stato valutato isolato. L'isolamento sociale cresce con l'aumentare dell'età, soprattutto tra le donne.  

 

CURE ODONTOIATRICHE:

Dal 20% a Bolzano al 50% in Campania degli intervistati riferisce difficoltà alla masticazione: la prevalenza cresce con l'età. Tra le persone con difficoltà alla masticazione, dal 35% in Basilicata all'83% in Emilia Romagna riferisce di portare una protesi dentaria e dal 60% in Emilia Romagna all'81% in Sardegna non è andato dal dentista nell'ultimo anno. Il motivo principale per cui gli anziani con difficoltà masticatorie riferiscono di non essersi recati dal dentista è l'aver ritenuto di non averne bisogno; pochi dichiarano di non essere andati dal dentista per problemi di costi.  

 

VISTA E UDITO:

Dal 5,5% in Piemonte al 19% in Sardegna degli intervistati riferisce di avere problemi di vista, nonostante l'eventuale utilizzo di occhiali. Dal 7,4% in Liguria al 36% in Basilicata del campione presenta difficoltà uditive: tra questi solo il 5% porta una protesi acustica.  

 

VACCINAZIONE ANTINFLUENZALE:

Nella stagione 2001-2002 la percentuale che riferisce di essersi vaccinato varia dal 39% a Bolzano al 70% in Veneto; riferisce di essere stato vaccinato dal Medico di Famiglia il 18% a Napoli e l'80% in Emilia Romagna e presso le strutture delle Aziende Sanitarie dal 7,6% in Campania al 54% in Sardegna.  

 

CADUTE:

Dal 23% in Puglia al 36% in Campania degli anziani riferisce di aver subito una caduta nell'ultimo anno, con un aumento al crescere dell'età. Dal 29% a Bolzano al 55% in Campania è caduto più di una volta. Tra le persone cadute, il 15% è stato ricoverato per le conseguenze riportate.  

 

FARMACI:

Hanno assunto medicinali nell'ultima settimana l'82% degli intervistati in Basilicata, il 91% a Napoli, in Emilia Romagna e Veneto; il 36% a Bolzano e il 60% in Campania consuma più di quattro farmaci. I farmaci maggiormente utilizzati sono quelli per le malattie del sistema cardiovascolare, seguiti da sistema gastrointestinale e del metabolismo.

   

 Fonte ISS

(16/5/2003)

 

    

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