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OSPIZI LAGER, TUTTI COLPEVOLI

 

Ogni anno la cronaca annovera un paio di casi di maltrattamenti agli anziani all’interno degli “ospizi” in cui sono ospitati. Suona già male di per sè la parola “ospizio”, usata ed abusata anche da fantomatici esperti, da giornalisti e da moralisti del momento.

 

“Gli ospizi lager? Frutto della mancanza delle politiche per gli anziani, dei controlli e delle risorse sufficienti”. È questa la dura presa di posizione dell’Osservatorio della Terza Età sugli ultimi casi dei maltrattamenti degli ospiti di una casa di riposo abusiva, a Roma.

 

L’invecchiamento della popolazione e le modifiche sopravvenute nella struttura e nel comportamento delle famiglie hanno fatto passare il numero delle case di riposo da 3.608 del 1991, alle 4.626 attuali, di cui il 58% è in mano ai privati, il 38% a gestione pubblica e il rimanente 4% affidato a società miste. Di conseguenza, i posti letto hanno raggiunto le 234 mila unità (22,2 ogni 1.000 anziani), mettendo in risalto notevoli differenze territoriali avendo al Nord 34 posti letto ogni 1.000 abitanti, contro i 13 del Centro e i 10 del Mezzogiorno. A questo trend ha fatto eco anche la crescita geometrica del numero dei nonni che per volontà o necessità hanno scelto una di queste strutture per passare gli ultimi anni della loro vita. Mentre agli inizi degli anni ’90 negli ospizi vi erano 176 mila persone, nel 2000 se ne contavano ben 222 mila, cioè il 30% in più.

 

L’allungamento della vita e la presenza di ben 11 milioni di over 60 hanno, quindi, fatto intravedere a privati, ma anche a gruppi stranieri la possibilità di guadagno in questo settore emergente, dove la gran parte di chi chiede assistenza è costretta a pagarla, molto spesso, a caro prezzo.

 

È un problema etico, sociale, ma anche di civiltà. I casi di maltrattamenti diventano “pochi”, se guardiamo queste cifre, ma in realtà sono pochi per modo di dire, è troppo e condannabile se fosse solo riferito ad un singolo anziano.

È impensabile che dei 20 anziani ricoverati allo stato attuale in una struttura che di bello ha solo il nome “Ville Elisa”, non abbia avuto nessun controllo da parte degli organi competenti, è impensabile che a seguito di una denuncia di un familiare siano dovute intervenire le forze dell’ordine, è impensabile che in paese nessuno conoscesse lo stato degli ospiti in quella struttura.

 

Dov’erano gli altri familiari, dov’erano i familiari di tanti altri anziani che sono stati ricoverati in quella struttura? Davanti alla TV tutti condannano queste situazioni, ma nella quotidianità cosa si fa perché questo non accada? Quanto si preoccupano i figli, i nipoti, delle condizioni in cui il loro “caro” vive? Talvolta la coscienza viene messa in soffitta come viene messo in soffitta “il vecchio”, però quando salta fuori una notizia del genere, non bisogna essere sconvolti.

 

Vogliono farci credere che il problema è ricoverare il nonno in una casa di riposo o ospizio, ma il problema reale è che l’anziano è un problema, non ci è dato sapere cosa succede nelle case private dove viene “arruolata” la badante di turno, di dubbia o incerta provenienza, ma fa bene al morale delle famiglie “bene” tenersi l’anziano in casa, è bello potersi sentire appagati ad aver messo a disposizione del proprio genitore una persona esperta, che nel Suo Paese faceva l’infermiera.

 

Cosa ne sappiamo di cosa succede fra le quattro mura fra due persone? Come può un familiare denunciare eventuali casi di maltrattamento o di condizioni igieniche pietose qualora egli stesso sia capace di accorgersene? Come può una persona che lui/lei stesso si è prestato ad una situazione poco chiara, magari non avendo assunto la “colf infermiera”, magari che ha in casa una persona sconosciuta allo stato italiano poiché clandestina, che ha in casa una persona che è lì 24/24, che rispetto ha delle persone un familiare che si comporta così?

Ospizi lager, tutti colpevoli era il titolo di quest’articolo, ritengo che fosse più appropriato: Anziani abbandonati, tutti colpevoli.

   

 

 Giuliano Fasolino

  (16/12/2004)

 

 

 

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